Il manoscritto Hollywel - 1748

Il Manoscritto Hollywel 1748
Documento scoperto da Hollywell nella antica biblioteca reale del Museo britannico, e pubblicato per la prima volta nel 1840
Che la onnipotenza di Dio eterno protegga i nostri primi passi, e che ci faccia la grazia di governarci in modo che noi possiamo in questa vita conformarci al suo buon desiderio e dopo la nostra morte ottenere la vita eterna.
Cari fratelli e compagni! Il nostro proposito, è dì raccontarvi come e in quale maniera quest'arte impor¬tante., ha cominciato e come fu protetta da grandi re e da degni principi e da molti altri personaggi onorabi¬lissimi. Noi vogliamo anche far conoscere a quelli che lo desiderano i doveri che ogni fedele Massone è ob¬bligato in coscienza di compiere.
Ci sono sette scienze libere: la grammatica, la retorica, la dialettica, l'aritmetica, la geometria, la musica e l'astronomia, che tutte sono fondate sopra una scienza, cioè la geometria, col mezzo della quale l'uomo apprende a misurare e a pesare, e che è indispensabile ai negozianti e ai membri di tutte le corporazioni.
Il principio di tutte le scienze fu scoperto dai due figli di Lamech: Jabal, primogenito, scoprì la geometria, e Tubal-Cain l'arte di fondere il ferro. Essi in¬scrissero i risultati delle loro scoperte su due colonne in pietra affinché esse potessero essere ritrovate dopo il diluvio. Ermete ne ritrovò una, studiò le indicazioni che essa portava e insegnò in seguito ad altri ciò che egli aveva appreso. All'epoca della costruzione della torre di Babele, la Massoneria cominciò a crescere singolar¬mente in importanza, e il re Nemrod era egli stesso mas-sone e manifestava una grande predilezione per que¬st'arte. E quando si trattò di fabbricare la città di Ni¬nive e altre città in Oriente, Nemrod inviò trenta Mas¬soni in quelle parti e fece loro alcune raccomandazioni siate fedeli l'uno verso l'altro, amatevi sinceramente e servite fedelmente coloro che avranno autorità sopra di voi affinché a me, vostro maestro, e a tutti voi stessi facciate onore. Finalmente, quando Abramo venne in Egitto con la sua moglie, essi insegnarono agli Egiziani le sette scienze e istruirono un allievo chiamato Eucli¬de che si distinse particolarmente in quegli studi. Eu¬clide divenne maestro delle sette scienze e insegnò la geometria e dettò nuove regole di condotta in questi termini: Bisogna anzitutto esser fedeli al re e al paese al quale apparteniamo, bisogna amarsi ed essere fedeli e devoti gli uni verso gli altri; bisogna chiamarsi fra¬telli o compagni. Il più saggio di tutti i membri deve essere scelto come maestro, ed é proibito di lasciarsi guidare nello sceglierlo dall'amicizia, dalle qualità del¬la nascita o della ricchezza, ma non si deve permettere che sia eletto se non il più capace di tutti. Essi s'impegnarono sotto la forma di giuramento di osservare tutte queste prescrizioni.
Dopo lungo tempo, il re David intraprese la costru¬zione di un tempio, che fu chiamato il Tempio del Signo¬re (a Gerusalemme). Egli amava molto i Massoni, e co¬municò loro i regolamenti e gli usi che Euclide gli aveva trasmesso. Dopo la morte di David, Salomone compié la costruzione del tempio: inviò ancora dei Massoni nei diversi paesi e raccolse 40.000 operai in pietra che fu¬rono tutti chiamati Massoni. Fra questi egli ne scelse tremila che furono nominati maestri e direttori dell'o¬pera.
C'era anche, in un altro paese, un re che il suo po¬polo chiamava Iram, il quale fornì a Salomone il legna¬me di costruzione per il Tempio. Salomone confermò i regolamenti e i costumi che suo padre aveva introdotti fra i Massoni. Di maniera che l'arte della Massoneria si affermò nel paese, a Gerusalemme, e in molti altri reami. Membri intelligenti di queste associazioni viag¬giavano all'estero tanto per istruirsi che per insegnare così un eccellente Massone, Ninus Gracus, andò in Francia e vi stabilì la Massoneria.
L'Inghilterra restò priva di ogni istituzione di que¬sto genere fino ai tempi di sant'Albano. A quest'epoca il re d'Inghilterra, che era pagano, cinse di mura la città in cui abitava Sant'Albano. A Sant'Albano fu affidata la direzione dei lavori. Egli dette ai Massoni un buon sa¬lario, e ottenne per essi, dal re, delle lettere di franchi¬gia che permettevano ad essi di tenere assemblee gene¬rali. Egli li aiutò a ricevere nuovi Massoni e dettò loro dei regolamenti.
Poco dopo la morte di Sant'Albano, molte nazioni straniere fecero guerra alla Inghilterra, di maniera che questi regolamenti cessarono poco a poco di essere in vi¬gore fino al regno del re Athelstan. Questo era un de¬gno principe: pacificò il suo reame e ordinò l'edificazio¬ne di numerose badie, di più città, ed altri grandi lavori, e amava molto i Massoni: ma suo figlio Edwin, che praticava molto l'arte della geometria, li favorì ancora di più. Egli fu ricevuto Massone e ottenne dal re suo padre una lettera di franchigia e l'autorizzazione di convocare ogni anno tutti i Massoni in assemblea gene¬rale in un luogo a loro conveniente, perché si comuni¬cassero reciprocamente gli errori che potessero aver commesso e le trasgressioni di cui essi si fossero resi colpevoli, e di punirli. Egli stesso presiedette a York una di queste assemblee, ricevette nuovi Massoni, dette loro dei regolamenti e stabilì degli usi. Allorché l'assemblea fu riunita, egli invitò tutti i Massoni, tanto i nuovi che gli antichi, a far parte ai loro compagni di ciò che essi potevano conoscere degli usi e delle obbligazioni im¬poste ai Massoni residenti all'estero o nelle altre parti del reame. E quando, per rispondere a questa chiamata, si produssero gli scritti domandati, se ne trovò qualche¬duno in francese, degli altri in greco, in inglese e in al¬tre lingue, che furono riconosciuti assolutamente iden¬tici relativamente allo scopo cui essi intendevano. Poi li riunì in un libro che indicava egualmente come que¬sta scoperta fosse avvenuta. Egli raccomandò e ordinò che questo libro fosse letto e commentato ciascuna vol¬ta che un nuovo Massone fosse ricevuto e avanti di far¬gli conoscere le obbligazioni che gli sarebbero imposte. Dopo questo giorno fino ai tempi attuali, gli usi e le pratiche dei Massoni si sono conservate sotto la stessa forma nel limite del potere umano.
Nelle diverse assemblee sono state stabilite certe, leggi ed ordinanze riconosciute necessarie ed utili secondo l'avviso dei maestri e dei principali compagni.


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